L’avanzata austriaca

L’Avanzata austriaca


La prima vera e propria offensiva austriaca dall’inizio della guerra aveva quindi avuto successo. Anche a causa di una strategia esclusivamente offensiva, le truppe italiane non si erano rivelate pronte a difendere le posizioni tenute o conquistate con tanta fatica e sacrifici di uomini.

Le truppe austro-tedesche dilagarono quindi con una certa facilità nella pianura friulana.

Il 28 ottobre Gorizia fu rioccupata. Ma la città era quasi deserta. Il panorama che si presentava agli occhi degli austriaci era di grande desolazione. I centri del Friuli Orientale a ridosso del fronte erano quasi completamente distrutti, gravi i danni subiti in genere in tutta l’area, la popolazione civile poca, sfollata prima della guerra o durante. Le molte immagini che testimoniano la rioccupazione raccontano questa terribile desolazione.

Il 30 ottobre fu occupata la città di Udine, mentre molti friulani seguirono le truppe italiane. In città anche l’Arcivescovo mons. Rossi aveva lasciato il proprio palazzo ed era riparato oltre le linee italiane. Il primo obiettivo dell’avanzata era il Tagliamento, forse anche nella consapevolezza che un’avanzata maggiore avrebbe comportato delle gravi difficoltà logistiche. A seguito dell’esercito l’Imperatore Carlo d’Asburgo visitò nei primi giorni di novembre le località occupate, dimostrando una costante vicinanza con le truppe, e, nel caso del Friuli Orientale, riaffermando la propria autorità sui territori occupati dall’Italia nel 1915.

Truppe austro-ungariche attraversano San Canzian d'Isonzo allagata il 28 ottobre 1917

Truppe austro-ungariche attraversano San Canzian d’Isonzo allagata il 28 ottobre 1917