Gli Arditi

Gli Arditi


Nell’esercito tedesco erano stati organizzati dei reparti particolari di truppe d’assalto, le Stoßtruppen, estremamente efficienti, presenti in ogni divisione. Per quanto limitati nel numero, questi battaglioni erano molto efficaci nei combattimenti. Cadorna di conseguenza autorizzò la formazione di un “Reparto d’assalto”, che venne prontamente inserito nell’organico della II Armata del generale Capello.

I componenti vennero scelti tra i volontari più valorosi e motivati. Questo reparto che non era più grande di un battaglione aveva però una maggior capacità offensiva: era infatti fornito di una maggiore dotazione di artiglieria leggera, con un numero sei volte maggiore di mitragliatrici leggere e il doppio di mitragliatrici pesanti. Il comandante, il Maggiore Giuseppe Alberto Bassi, spronò i propri uomini e li sostenne nel culto del coraggio e della violenza. Ben presto divennero noti con il nome di Arditi. Questo corpo venne ufficialmente fondato nell’estate del 1917. La sede fu fissata a Sdricca presso Manzano. Il loro stemma era un teschio con il coltello tra i denti.

Per poter meglio addestrare queste truppe scelte si organizzò proprio a Sdricca una vera e propria scuola di addestramento, nella quale ricevevano una preparazione decisamente più avanzata degli altri soldati. Gli Arditi divennero così una truppa destinata ad assalti rapidi ed incisivi. Inoltre, proprio per la loro specialità, avevano alcuni privilegi che gli altri soldati non avevano (in merito a vitto, alloggio, permessi, turni). Erano anche consapevoli che il loro utilizzo in battaglia sarebbe stato nelle condizioni più pericolose e che necessitavano di una particolare dose di coraggio.

Queste truppe vennero utilizzate nel corso della battaglia della Bainsizza, nel tentativo di conquista del San Gabriele, che effettivamente in un primo momento riuscì proprio grazie ad essi, e poi divennero fondamentali nel coprire l’esercito durante la ritirata di Caporetto.