Udine durante la guerra

Udine durante la Guerra


La preparazione alla guerra vide Udine attenta e partecipe. Frequenti erano stati in città i comizi e le manifestazioni a sostegno dell’entrata in guerra dell’Italia, nei quali erano spesso oratori fuoriusciti irredentisti. Il suo essere il capoluogo di provincia più vicino al fronte (il confine austriaco distava solo 35 km) la rese sede ideale degli alti comandi. Quasi una piccola capitale della guerra, tenendo conto che nella prospettiva di Cadorna quello dell’Isonzo era il fronte principale.

Così il Comando supremo dell’esercito italiano, che in un primo momento si era stabilito a Fagagna, si trasferì presto a Udine, con tutti i suoi apparati. Il liceo ginnasio Stellini venne requisito per ospitare la sede del comando supremo. Il generale Luigi Cadorna pose la sua residenza a Palazzo Belgrado. Anche Re Vittorio Emanuele III arrivava frequentemente in città, prendendo alloggio a Torreano di Martignacco, presso Villa Linussia ribattezzata Villa
Italia.

Udine si poneva al centro del sistema logistico su cui si reggeva il funzionamento dell’esercito italiano, ovvero in primo luogo un articolato sistema di strade, ferrovie (alcune realizzate appositamente) cui si aggiunse anche una via d’acqua (la cosiddetta Litoranea veneta, messa a punto per l’occasione).
Inoltre vennero installati in città non solo comandi militari, ma anche ospedali militari e strutture di sanità. La sua vicinanza con le zone di operazione ma, al tempo stesso, la sua relativa tranquillità, e la presenza dei comandi, la rese meta di giornalisti ed osservatori italiani e stranieri. Il 20 agosto 1915 subì il primo bombardamento aereo, cui seguirono degli altri, al punto che vennero posizionate sul colle del Castello diverse batterie antiaeree.

In città continuava una qualche vita culturale. Proprio qui nel 1916 Giuseppe Ungaretti fece stampare la prima edizione della sua raccolta il “Porto sepolto”.

GIUSEPPE UNGARETTI

Nato ad Alessandria d’Egitto (1888) da genitori italiani, giovane intellettuale vicino agli ambienti dell’avanguardia letteraria dell’epoca, nel 1914 sostenne l’intervento militare italiano al punto che, nel 1915 , si arruolò volontario. Con il suo reggimento combatté sul Carso. Fissò le sue rapide osservazioni poetiche su foglietti: queste vennero pubblicate nel 1916 a Udine grazie all’interessamento di un ufficiale, Ettore Serra. Si tratta della sua prima raccolta poetica, “Il porto sepolto”. Più che la guerra, è la condizione tragica e precaria dell’uomo in senso lato a colpirlo. Quelle di Ungaretti sono poesie brevi, fatte di rapidi versi, scarni ed incisivi, che lui stesso negli anni successivi ridurrà ulteriormente. Un cippo ricorda la celebre lirica che dedicò al borgo carsico di San Martino.