La sanità e l’università castrense di San Giorgio

La Sanità e l’Università castrense di San Giorgio


Il sistema medico organizzato dall’esercito italiano durante la Prima guerra mondiale garantì, in tutto il periodo bellico, assistenza a oltre due milioni e mezzo di feriti e ammalati. Era un sistema articolato nel Corpo della Sanità Militare coadiuvato dalla Croce Rossa (che militarizzò il suo personale: 9500 infermieri, 8200 crocerossine, 1200 medici) e dai vari organismi sanitari e benefici che intervennero a supporto. Nel 1916 si contavano circa 14.000 medici militari, tra la zona di guerra e le retrovie.

Vennero organizzate Sezioni di Sanità, ovvero strutture di primo intervento medico attive presso le varie unità militari, e Ospedali da campo (di solito tendopoli) capaci di ospitare i feriti che si aggravavano o che avevano fino a 30 giorni di convalescenza. Nelle retrovie operavano inoltre ospedali più organizzati, alloggiati presso strutture più grandi (ad esempio l’Ospedale n. 031 di Mariano del Friuli o quelli di Udine).

Nel 1917 nella zona di guerra c’erano 234 ospedali da 50 posti letto, 167 da 100-150, 46 da 200 e 27 ospedali di tappa (cioè nelle immediate retrovie). Anche le autoambulanze ebbero un ruolo importante: nel corso della guerra vi fu un netto miglioramento tecnologico nei mezzi utilizzati.

Era importante che tutte le strutture mobili o fisse avessero il logo della CRI (la croce rossa su fondo bianco) per garantirne l’incolumità. Spesso venivano posti anche i comandi nei pressi degli ospedali, perché luoghi non attaccabili. Vi erano anche navi ospedali e 59 treni ospedale.

Sul fronte la mortalità era spaventosamente alta, dovuta alle conoscenze mediche e farmacologiche del tempo, all’impossibilità di sfruttarle appieno in zona di guerra, alla mancanza grave di igiene che portava la temuta cancrena, il tetano, le emorragie. Per rispondere alla necessità di avere personale medico pronto a lavorare al fronte, il Comando Supremo già alla fine del 1915 aveva suggerito l’istituzione di una Accademia Medica dove formare nuovi medici soldati.

Dopo una serie di schermaglie politiche, venne inaugurata il 13 febbraio 1916 la Scuola Medica da Campo, sotto il controllo del Comando Supremo. La sede fu posta a San Giorgio di Nogaro. Si avviarono subito i corsi della Facoltà di medicina. Direttore dell’Università il tenente colonnello medico Giuseppe Tusini e i docenti furono scelti tra le facoltà di Medicina e Chirurgia del Regno oltre che tra liberi docenti. Era importante garantire una formazione di livello accademico: gli studenti soldati ammessi erano tutti già studenti universitari di Medicina.

Il primo anno di lezioni vide la presenza di 366 studenti. Vi era la possibilità di lavorare e fare pratica sul campo, visti i numerosi ospedali presenti. Le condizioni di precarietà però non garantivano sempre una regolarità nei corsi e soprattutto nell’allineamento degli esami.

Alla fine del 1916 si cercò di regolarizzare la situazione: si raggiunse una presenza di 832 studenti.