Lo scoppio della guerra: il gioco delle alleanze

Lo scoppio della guerra: il gioco delle alleanze


Tra le cause che hanno portato allo scoppio del primo conflitto mondiale, gli storici concordano nell’indicare il ruolo svolto dall’avanzata di nuovi protagonisti sulla scena internazionale. Dalla fine dell’Ottocento, mentre il predominio britannico veniva oscurato dall’affermazione di potenti rivali come la Germania e gli Stati Uniti d’America, la corsa all’egemonia sulla terra e sul mare portò all’inevitabile scontro degli interessi delle varie Potenze, creando un clima di crescente diffidenza tra i vari Paesi del mosaico europeo. Vennero così a formarsi, a poco a poco, sistemi di alleanze difensive e strategiche che alla vigilia del conflitto vedevano l’Europa divisa in due blocchi contrapposti.

Da un lato la Triplice Alleanza, costituita nel 1882 da Germania, Austria-Ungheria e Italia per favorire il libero progresso della nascente potenza economica e militare tedesca. Sul fronte opposto, Gran Bretagna, Francia e Russia componevano l’Intesa, stretta quasi trent’anni più tardi, che univa Paesi molto diversi sul piano politico e culturale eppure accomunati dal proposito di bloccare, tramite l’accerchiamento, un’espansione germanica ritenuta pericolosa per l’ordine europeo. Durante l’Ottocento, dalle macerie del decadente Impero Ottomano erano sorti i piccoli Stati balcanici che la Russia zarista sosteneva con molti mezzi, nel desiderio di sostituire la propria egemonia a quella austro-ungherese e tedesca sui popoli slavi dell’Europa centrale e sudorientale.

Come si arrivò allo scontro? La risposta non è immediata, perché le ragioni furono diverse e molteplici, tra le quali basti ricordare la presenza di rivalità politiche ed economiche vecchie e nuove e il dilagare delle ideologie nazionalistiche inasprite da una crisi economico-finanziaria dilagante, unite ad un pensiero diffuso che ricercava nella guerra l’occasione per risolvere i problemi di una società in rapida trasformazione; tutto ciò alimentò un clima di incertezza e di sospetto che portò alla rottura di equilibri sempre più fragili. Forse pochi, tra i governanti del 1914, volevano veramente la guerra, ma è altrettanto vero che quasi nessuno credeva fermamente nella pace e si adoperò efficacemente per mantenerla.

Prima dello scoppio della guerra aderivano alla Triplice Alleanza, sancita da trattati stipulati tra 1882 e 1912: Germania, Austria-Ungheria, Italia e, tra il 1883-1888, Romania. Dopo l’inizio delle ostilità, mentre l’Italia rimase neutrale, entrò in guerra a fianco dell’Alleanza l’Impero Ottomano. L’Intesa fu una rete di alleanze bilaterali strette, a partire dal 1891 fino al 1907, tra Francia, Russia e Gran Bretagna, inclusi i rispettivi possedimenti coloniali. Con la guerra ad essa si unì, in Estremo Oriente, il Giappone.

L’attentato in cui perse la vita l’erede al trono austroungarico fu la scintilla che accese una polveriera. Probabilmente, in altre situazioni avrebbe provocato un conflitto limitato e di breve durata; al contrario, il dissidio tra Austria e Serbia fece innescare il meccanismo delle alleanze ed accelerò un’inarrestabile corsa alle armi che si propagò con la rapidità di un incendio. Il 28 luglio 1914 il governo di Vienna dichiarò guerra a Belgrado, sicché la Russia intervenne a difesa del piccolo regno serbo, cui era legata da affinità linguistiche, religiose e culturali. Fu così che il 1 agosto la Germania entrò in guerra contro la Russia e il 3 agosto contro la Francia, seguita il 4 agosto dalla dichiarazione di guerra della Gran Bretagna all’Impero Tedesco. Più tardi, a novembre, anche l’Impero Ottomano aprì le ostilità contro le forze dell’Intesa. Per il momento, il regno d’Italia scelse di non partecipare alla lotta a fianco degli alleati austro-tedeschi, a causa dell’impreparazione militare, mentre il paese si divise tra neutralisti (i quali volevano tenerlo fuori dalla guerra) ed interventisti (che invece premevano a favore della partecipazione a fianco dell’Intesa). La maggioranza di questi ultimi giustificava il cambio di alleanza per strappare all’Austria le province abitate da italiani e completare il processo di unificazione nazionale avviato nel 1859-1861, ma l’opinione pubblica rimase in bilico tra le due posizioni, mentre le diplomazie di entrambi gli schieramenti si fecero avanti per portare il regno dei Savoia dalla propria parte con promesse di compensi territoriali.